San Cataldo è stato per secoli lo scalo marittimo della città di Lecce, come testimoniano, accanto al faro, i resti del molo attribuito all'imperatore romano Adriano.
Tra il XIX e il XX secolo divenne man mano la località estiva dei leccesi, collegata alla città da una delle prime tramvie.
Bonificate le paludi e piantate rigogliose pinete, sorsero stabilimenti balneari e ville residenziali.
A nord di San Cataldo vi è l'oasi di Rauccio, recuperata e protetta dal Comune, verso Sud, l'oasi naturale delle Cesine e via via il famoso percorso che conduce a Otranto.
Nell'immediato entroterra vi è un aeroporto turistico e un attrezzato campo da golf. Nelle campagne a nord e a sud l'affascinante linea delle masserie fortificate delle masserie-torre, collegate "a vista" tra loro e con le numerose torri di guardia costiere, testimonianza di una multisecolare difesa dall'oriente musulmano. Dopo il sacco di Otranto nel 1480 le autorità spagnole fortificarono molti centri salentini, come la stessa Otranto e Lecce. Da visitare, a pochi chilometri, la città fortificata di Acaya con il bel castello da poco restaurato.